• lei.: cosa ascolti?
  • io.: Area (Demetrio Stratos). Musica da comunisti suonata da comunisti. Rock progressivo degli anni '70/'80. Tutto gorgheggi, organo Hammond, falci e martelli.
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11ruesimoncrubellier:

sono posseduto da una passione inesauribile
che finora non ho potuto né voluto frenare.
non riesco a saziarmi di libri. e sì che ne posseggo
un numero superiore al necessario; ma succede
anche coi libri come con le altre cose, la fortuna
nel cercarli è sprone a una maggiore avidità
di possederne. l’oro, l’argento, i gioielli, recano
con sé un godimento inerte e superficiale;
i libri ci danno un diletto che va in profondità,
discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi
con una sorta di famigliarità attiva e penetrante.

francesco petrarca.

questa citazione era su un poster di feltrinelli che ho avuto in camera per anni, fra una casa e l’altra. mi è servita per spiegarmi la fame, che la fame di carta e caratteri tipografici non è facilissima da spiegare.

Conosco anch’io quella fame e, in effetti, non saprei spiegarla con parole migliori. :-)

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Rutelli spiega il suo distacco dal Pd bersaniano con la “mancanza di discontinuità” rispetto al fu Pci. L’ accusa, anche se con intenti differenti, si affianca a quella di Berlusconi con le sue geremiadi sui comunisti che sono sempre comunisti. Più in generale sono in parecchi, anche con le migliori intenzioni, a lamentare l’ evidente ingombro degli ex Pci (dicoi molti milioni di elettori, non solo capi e capetti) nel nuovo partito. Dai neodemocristiani come Rutelli alle frange insofferenti (e oppostea Rutelli) che vorrebbero un Pd più laico e veloce, meno tattico e meno politicante. Avendo votato per Marino e non per Bersani, forse dovrei essere tra quelli che lamentano “la mancanza di discontinuità”. Non fosse che mi pare poco sportivo,e anche poco intelligente, chiedere agli ex comunisti, che sono di gran lunga la componente più numerosa, nonché decisiva nel bene e nel male, della sinistra italiana, di sparire o di farsi evanescenti per consentire a Rutelli di sentirsi più a suo agio; o per consentire a Marino di sentirsi maggioranza non essendolo. La storia delle mosche cocchiere è lunga e in genere poco gloriosa. In un partito di massa bisogna sapere accettare di essere minoranza, e di pesare per quello che si conta e per quello che si vale. Marino lo farà, Rutelli no. Ma già lo sapevamo, che i laici sono più tolleranti dei clericali. Michele Serra, Amaca su Repubblica dell’1/11/2009 (via ludik)
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ludik:

Berlusconi per l’Oscar. Sostieni la sua candidatura.

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Julio Cortázar legge Rayuela, cap.7 

Toco tu boca, con un dedo toco el borde de tu boca, voy dibujándola como si saliera de mi mano, como si por primera vez tu boca se entreabriera, y me basta cerrar los ojos para deshacerlo todo y recomenzar, hago nacer cada vez la boca que deseo, la boca que mi mano elige y te dibuja en la cara, una boca elegida entre todas, con soberana libertad elegida por mí para dibujarla con mi mano por tu cara, y que por un azar que no busco comprender coincide exactamente con tu boca que sonríe por debajo de la que mi mano te dibuja.

Me miras, de cerca me miras, cada vez más de cerca y entonces jugamos al cíclope, nos miramos cada vez más de cerca y nuestros ojos se agrandan, se acercan entre sí, se superponen y los cíclopes se miran, respirando confundidos, las bocas se encuentran y luchan tibiamente, mordiéndose con los labios, apoyando apenas la lengua en los dientes, jugando en sus recintos donde un aire pesado va y viene con un perfume viejo y un silencio. Entonces mis manos buscan hundirse en tu pelo, acariciar lentamente la profundidad de tu pelo mientras nos besamos como si tuviéramos la boca llena de flores o de peces, de movimientos vivos, de fragancia oscura. Y si nos mordemos el dolor es dulce, y si nos ahogamos en un breve y terrible absorber simultáneo del aliento, esa instantánea muerte es bella. Y hay una sola saliva y un solo sabor a fruta madura, y yo te siento temblar contra mí como una luna en el agua.

English

I touch your mouth, I touch the edge of your mouth with my finger, I am drawing it as if it were something my hand was sketching, as if for the first time your mouth opened a little, and all I have to do is close my eyes to erase it and start all over again, every time I can make the mouth I want appear, the mouth which my hand chooses and sketches on your face, and which by some chance that I do not seek to understand coincides exactly with your mouth which smiles beneath the one my hand is sketching on you.

You look at me, from close up you look at me, closer and closer and then we play cyclops, we look closer and closer at one another and our eyes get larger, they come closer, they merge into one and the two cyplopses look at each other, blending as they breathe, our mouths touch and struggle in gentle warmth, biting each other with their lips, barely holding their tongues on their teeth, playing in corners where a heavy air comes and goes with an old perfume and a silence. Then my hands go to sink into your hair, to cherish slowly the depth of your hair while we kiss as if our mouths were filled with flowers or with fish, with lively movements and dark fragrance. And if we bite each other the pain is sweet, and if we smother each other in a brief and terrible sucking in together of our breaths, that momentary death is beautiful. And there is but one saliva and one flavor of ripe fruit, and I feel you tremble against me like a moon on the water

Trad. italiana

Sfioro la tua bocca, con un dito sfioro l’orlo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sul viso, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo viso, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.

Mi guardi, da vicino mi guardi, ogni volta più da vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e i nostri occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tiepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, di accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, e se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, ed io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.

Modena City Ramblers - Ninnananna (via placesthatpull)

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Cronache suine

Tu hai un figlio di sette anni con un filo di tosse che non si spezza e metà della classe scomparsa sotto le lenzuola, compresa la bambina a cui dice di aver dato un bacio sulla bocca (a sette anni, depravato!). Vuoi sapere se rischia la peste o una semplice costipazione. Compulsi il comunicato di una associazione di pediatri. Sostiene che bisogna vaccinare tutti i bambini, ma che i vaccini non ci sono. Stai per lanciarti a testa bassa contro la serranda di una farmacia quando sul telefonino appare un comunicato: è un’altra associazione di pediatri, che gentilmente ti informa che i vaccini ci sono, ma i bambini non vanno vaccinati. Stai per impazzire. Compri i giornali. Quelli d’opposizione dipingono scenari a metà fra la bidonville e il lazzaretto. Quelli governativi trattano la suina con lo stesso divertito distacco di un raffreddore da fieno. Possibile che anche l’influenza debba essere di destra o di sinistra? Vorresti un’influenza tranquilla, un’influenza Udc.

Massimo Gramellini su La Stampa

Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.Alda Merini






via elicriso, acchiappanuvole

Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.
Alda Merini

via elicriso, acchiappanuvole

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Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

Alda Merini.

(Ritrovata sul blog di River)

(via squilitumblr)

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per niente al mondo.

Perché ti scrivo tutto questo? Perché ti convinca che mi sono trovato altre volte in condizioni terribili, senza per questo disperarmi. Tutta questa vita mi ha rinsaldato il carattere. Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio. Mi sono convinto che bisogna sempre contare solo su se stessi e sulle proprie forze, non attendersi niente da nessuno e quindi non procurarsi delusioni. Che occorre proporsi di fare solo ciò che si sa e si può fare e andare per la propria via. La mia posizione morale è ottima […]. Io non voglio fare né il martire né l’eroe. Credo di essere semplicemente un uomo medio, che ha le sue convinzioni profonde, e che non le baratta per niente al mondo.

Antonio Gramsci - Lettera al fratello Carlo del 12 settembre 1927

via 11ruesimoncrubellier, cleliamazzini


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Berlusconi: “In caso di condanna resterò al mio posto”. Toccherà costruirgli una cella intorno. [vietato cosare] Spinoza (via signorponza) (via blondeinside) (via clairefisher)
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Pensieri sulla televisione

•    Un giorno dissi al cardinal Martini: ma non si può scomunicare la televisione, non si possono mandare al rogo un po’ di quelli che la fanno? (Indro Montanelli)
•    La televisione è un apparecchio che ha trasformato la cerchia familiare in un semicerchio. (Gigi Proietti)
•    L’ingresso di nuovi strumenti mediatici come la televisione da una parte e la velocità della comunicazione dall’altra, provocano sconquasso all’interno della nostra capacità di vivere e di capire quello che ci succede. (Sergio Zavoli) •    Per la mia generazione la televisione è stata una forma primitiva di letteratura. (Fabio Fazio) •    La televisione ha una specie di monopolio di fatto sulla formazione dei cervelli di una parte considerevole della popolazione. (Pierre Bourdieu) •    La televisione è come la merda. Bisogna farla ma non guardarla. (Gianfranco Funari)
•    La tv può avere un potere enorme, oggi l’informazione viene in maggioranza dalla televisione. In tv si fa politica, con la televisione è stato eletto Kennedy. (George Clooney)
•    Oggi c’è sempre più controllo dei capitali sulla televisione, ecco perché l’informazione è messa in un angolo, non frutta denaro ed è pure pericolosa… Un tempo l’informazione poteva controllare gli altri poteri: non era solo un diritto ma una responsabilità. Ora invece non si fanno più le domande che contano. (George Clooney)

Ma soprattutto…
•    Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione. (Ennio Flaiano)

via babbo


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I suoi attacchi contro la stampa, i giudici, il presidente della Repubblica e la Costituzione lasciano pensare che, per salvarsi, Berlusconi abbia deliberatamente calcolato il rischio di indebolire lo Stato. Il prezzo da pagare per la sua sopravvivenza è molto pesante. Le Monde, 10 ottobre (dalla striscia rossa de L’Unità del 29/10/2009)
aubreymcfato:

proofmathisbeautiful:

lickystickypickyme:

“What I see in Nature is a magnificent structure that we can                   comprehend only very imperfectly, and that must fill a thinking                   person with a feeling of humility. This is a genuinely religious                   feeling that has nothing to do with mysticism.”
Albert Einstein

aubreymcfato:

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lickystickypickyme:

“What I see in Nature is a magnificent structure that we can
comprehend only very imperfectly, and that must fill a thinking
person with a feeling of humility. This is a genuinely religious
feeling that has nothing to do with mysticism.”

Albert Einstein

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All’età di settantuno anni è morto qualche tempo fa Jacob Beser. Nessuno si preoccupi se non l’ha mai sentito nominare. La storia coltiva delle strane lacune. Ci sono persone ordinarie costrette improvvisamente a compiere azioni facili e atroci. Le eseguono e poi i loro nomi vengono dimenticati. Hanno in cabina foto di attrici, non si ubriacano e di solito sono dei bravi meccanici. E poi la guerra è fatta per obbedire agli ordini. E una mattina di agosto Jacob Beser va con il suo motore sopra una città che ha 13.500 abitanti per chilometro quadrato. È una delle più fitte densità di esseri umani concittadini. E fa cadere una bomba fabbricata con un elemento mai usato prima in artiglieria, l’uranio. La città si disfa sotto un calore d’altri pianeti, il suo nome è Hiroshima. Jacob Beser è stato il primo uomo a vedere di nascosto l’effetto che fa: una bomba atomica sopra una città. Era il 1945. A gennaio i russi erano entrati ad Auschwitz e il mondo aveva dovuto smettere di fingere di non sapere. In agosto lo sgancio di Beser aveva chiuso la guerra sotto la più grande ustione artificiale, inaugurando il futuro. La guerra moderna si è specializzata in sterminio di civili. È triste essere soldati in questo secolo. Jacob Beser è un nome che si dovrebbe conoscere quando si va a fare il servizio militare. Erri De Luca - Soldati (da Alzaia ed. Feltrinelli) (via filippocioni)
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