I libri che mi hanno maggiormente influenzato sono senza dubbio alcuno quelli di narrativa. I romanzi non incatenano il lettore a un dogma che scoprirà poi essere fallace, né gli impartiscono una lezione che dovrà successivamente dimenticare. Essi ripetono, riassestano e chiariscono le lezioni della vita, ci liberano da noi stessi, ci costringono a conoscere gli altri e ci mostrano la trama dell’esperienza come non riusciamo a vederla con i nostri occhi, ma attraverso un’altra prospettiva che, per una volta, non è il nostro ego, mostruoso distruttore. Robert Louis Stevenson, Con due libri nella tasca. Vademecum per scrittori affamati e lettori esordienti, Edizioni Spartaco (purtroppo, come già detto, questo libro ha la pessima prefazione di Antonio Pascale, ma basta saltarla). (via seia)
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Raccomando ai miei familiari e amici di non perder tempo a difendere la mia memoria, a correggere giudizi o interpretazioni che riguardano la mia vita e i miei scritti, per quanto ingiusti o di malafede possano essere. Ho vissuto semplicemente, senza ambizioni o vanità, senza perseguire alcun vantaggio personale: chi non ha voluto accorgersene, chi si è sentito ferito dalle cose vere che ho detto e ha fanaticamente reagito, non sarà mai in grado di ravvedersene. Ma alla distanza, i miei allarmi, le mie constatazioni e contestazioni, suoneranno sempre più di verità. Di questa piccola immortalità - nel senso che andrà, anche se di poco, al di là della mia morte - sono certo. Dalla lettera-testamento di Leonardo Sciascia ai familiari (via pensierispettinati) (via curiositasmundi)
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Ho deciso che da oggi posterò un pezzo di musica classica al giorno (o quasi) da Youtube.

Il primo è l’Inverno da Le quattro stagioni di Vivaldi.

Meraviglia! Ascoltatelo tutti!

mumblemumblr:

hneeta:

aitan:

Construyendo el futuro, por Quino
via coloresnevados y elrincondeanahi
CONTINUIAMO  A COSTRUIRE  la distruzione  DEL FUTURO. Vi preghiamo di scusarci  per il disturbo.

mumblemumblr:

hneeta:

aitan:

Construyendo el futuro, por Quino

via coloresnevados y elrincondeanahi

CONTINUIAMO
A COSTRUIRE
la distruzione
DEL FUTURO.
Vi preghiamo
di scusarci
per il disturbo.

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Noi siamo quel che facciamo

Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario.

Leonardo Sciascia, “Candido. Ovvero un sogno fatto in Sicilia”, 1977.

Le radici del fascismo sono tante, si allungano e affondano in tante direzioni, in tanti strati: ma le più forti e riconoscibili sono indubbiamente quelle che si diramano e si nutrono nell’intolleranza. E di intolleranza in Italia oggi ce n’è tanta, troppa; al di là di quello che è il caso di chiamare limite di tollerabilità nell’organismo sociale: E poco male se, a qualsiasi grado, si manifestasse soltanto tra individui, parti, fazioni ideologicamente lontane e nemiche; ma si manifesta anche, e più, tra vicini. E ancora c’è da osservare che la destra, nelle sue varietà, ha un’interna tolleranza e solidarietà; mentre la sinistra è, in quella che dovrebbe essere la sua parte più viva, tutta un accapigliarsi e scavalcarsi. Si dirà: appunto perché è viva. Ma a volte si muore per troppa vitalità.»
Queste righe fanno parte di un diario irregolare scritto da Leonardo Sciascia nell’arco di dieci anni, a partire dal 1969, e pubblicate in Nero su Nero (Einaudi, 1979). Non credo che Sciascia disponesse di doti profetiche. Temo piuttosto che la realtà italiana si basi su alcune note di bordone che si vanno sviluppando come una sinfonia per orchestra e nulla, o assai poco, lasciamo che la storia ci insegni.
Bagattelle per un ‘censimento’ | SocialDesignZine (via lapitzi)
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BERLUSCONI è il nostro KUNG FU PANDA

“La scommessa dietro le volgarità di Berlusconi è che la gente si identificherà con lui in quanto rappresentante l’immagine mitica dell’italiano medio: io sono uno di voi, un po’ corrotto, nei guai con la giustizia, nei guai con mia moglie perché sono attratto da altre donne. Anche questa grandiosa rappresentazione del ruolo del politico nobile, il cavaliere, è più un sogno di grandezza del poveraccio da opera lirica. Tuttavia non dovremmo farci ingannare: dietro la maschera clownesca c’è un potere dello Stato che funziona con spietata efficienza. Forse ridendo di fronte a Berlusconi stiamo giocando lo stesso gioco. Un’amministrazione economica tecnocratica combinata con una facciata clownesca non basta, comunque: serve qualcosa di più. Quel qualcosa è la paura, e qui entra il drago a due teste di Berlusconi: gli immigrati e i ‘comunisti’ (il generico nome con cui Berlusconi designa chiunque lo attacchi, incluso l’Economist).

Kung Fu Panda, il cartone animato di successo del 2008, fornisce la coordinate di base per comprendere la situazione ideologica che ho descritto. Il panda grasso sogna di diventare un lottatore di kung fu. È scelto dal caso cieco (dietro cui si nasconde la mano del destino, ovviamente) per essere l’eroe che salva la città, e ci riesce. Ma la spiritualità pseudo-orientale del film è costantemente insidiata da uno humour cinico. La sorpresa è che questo continuo prendersi in giro non lo rende meno spirituale: il film alla fine prende i suoi continui scherzi in modo serio. Un aneddoto ben noto su Niels Bohr illustra la stessa idea. Sorpreso da un ferro di cavallo sopra la porta della casa di campagna di Bohr, uno scienziato in visita disse che non credeva che i ferri di cavallo tenessero gli spiriti maligni lontano dalla casa, al che Bohr rispose: ‘Nemmeno io; ce l’ho perché mi è stato detto che funziona anche se non ci si crede! Questo è il modo in cui funziona l’ideologia oggi: nessuno prende sul serio la democrazia o la giustizia, siamo tutti consapevoli del fatto che siano corrotte, ma le pratichiamo lo stesso perché presupponiamo che funzionino anche se non ci crediamo. Berlusconi è il nostro Kung Fu Panda. Come potrebbero averla vista i fratelli Marx, ‘quest’uomo può sembrare un idiota corrotto e agire come un idiota corrotto, ma non lasciartene ingannare – è un idiota corrotto’.”

— da Berlusconi a Teheran, via anothereurope.wordpress.com, traduzione di un articolo apparso sul London Review of books, da leggere tutto!

ludik:

Nicholas Sarkozy ha raccontato di essere stato spettatore – e complice, piccone in mano – della caduta del Muro, quella sera vent’anni fa. Ma a quanto pare era una balla, forse si era sbagliato di una settimana. Intanto è già partito il tormentone.

ludik:

Nicholas Sarkozy ha raccontato di essere stato spettatore – e complice, piccone in mano – della caduta del Muro, quella sera vent’anni fa. Ma a quanto pare era una balla, forse si era sbagliato di una settimana. Intanto è già partito il tormentone.

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philapple:

Spiega come i virus dell’influenza, di qualsiasi influenza, si diffondo da persona a persona e come funziona il meccanismo.

Lo spiega in tre minuti, in inglese, semplicemente e senza annoiare. Lo spiega bene, chiaramente.

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The Path Integral Formulation of Your Life
“Path Integral Formulation of your life. I know that if I were to draw my life, it will have so many kinks, and loops and several places where there are discontinuities. And oh, yah, I also have a couple of year where I have no idea what I was doing, and a few twists and turns making it unintegrable!”
via talklikeaphysicist (grazie a bottigliedileida per la segnalazione)

The Path Integral Formulation of Your Life

“Path Integral Formulation of your life. I know that if I were to draw my life, it will have so many kinks, and loops and several places where there are discontinuities. And oh, yah, I also have a couple of year where I have no idea what I was doing, and a few twists and turns making it unintegrable!”

via talklikeaphysicist (grazie a bottigliedileida per la segnalazione)

redford:

The Berlin Wall, 20 years gone - The Big Picture - Boston.com
quelli di the big picture sono dei fighi.

sottoscrivo :-)

redford:

The Berlin Wall, 20 years gone - The Big Picture - Boston.com

quelli di the big picture sono dei fighi.

sottoscrivo :-)

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La letteratura deve essere al servizio della società immergendosi nella realtà, intervenendo, e gli scrittori non possono semplicemente scrivere per intrattenere o per speculare sulla società. Devono avere un ruolo attivo. La parola è potere, ed è ancora più potente quando diventa d’uso comune. E questo è il motivo per cui uno scrittore che prende parte, veicola il suo messaggio con più efficacia che quello che invece scrive aspettando il tempo in cui si realizzino le sue fantasie.

Ken Saro-Wiwa

(via alessandraelle)

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